DIMORANZA

Gli attiDal Comune di Maida al Parlamento europeo

Una parola, cinque protocolli

Non un'opinione e non una campagna: una pratica. Ogni passaggio di questa storia esiste come atto pubblico, con una data e un numero sopra.

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La collana

In ordine di data

I

Comune di Maida · 29 luglio 2026

La deliberazione n. 25

Deliberazione del Consiglio comunale n. 25 del 29 luglio 2026, approvata all’unanimità

Maida, Città della Dimoranza: nasce il primo Registro comunale dei dimoranti d’Italia, con il Certificato di Dimoranza e la Giornata del Dimorante. Gratuito, volontario, di natura esclusivamente culturale, senza alcun effetto giuridico e senza oneri per il bilancio. Il regolamento, nove articoli, è scritto per essere copiato da qualunque altro Comune.

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II

Ministero della Cultura · estate 2026

Il progetto agli atti del Ministero

Protocollo n. 15171-A

Il progetto della Rete della Dimoranza viene trasmesso al Ministero della Cultura, che lo acquisisce agli atti. È il primo ministero a registrare la parola in un fascicolo.

III

Senato della Repubblica · 28 ottobre 2026

La petizione n. 2097 entra in Aula

Prot. n. 6020/S · seduta n. 469 · assegnata alla 1ª Commissione permanente Affari costituzionali

La petizione che chiede il riconoscimento della dimoranza e l’istituzione dei Registri comunali dei dimoranti viene annunciata all’Assemblea del Senato. Da quel momento la parola è negli atti parlamentari della Repubblica, e chiunque può consultarla.

La pagina della petizione La scheda su senato.it
IV

Parlamento europeo · 1° novembre 2026

La petizione depositata a Bruxelles

Commissione per le petizioni · art. 227 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Una petizione gemella viene depositata al Parlamento europeo, ancorata all’articolo 174 TFUE sulle regioni con gravi e permanenti svantaggi demografici e al parere del Comitato europeo delle Regioni sul turismo delle radici. Se dichiarata ricevibile, la sintesi sarà tradotta in tutte le lingue ufficiali dell’Unione.

V

Ministero degli Affari Esteri · 2 novembre 2026

L’Ufficio Turismo delle Radici risponde

DGIT, Ufficio VI Turismo delle Radici e Immigrazione di ritorno · risposta per posta elettronica certificata

L’ufficio della Farnesina che governa in Italia il turismo delle radici risponde alla proposta sul Registro dei Dimoranti e indica la strada successiva. È il secondo ministero a mettere la parola in un atto, e il primo competente per materia.

Il documento

Risposta del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, DGIT, Ufficio VI Turismo delle Radici e Immigrazione di ritorno, del 2 novembre 2026, sulla proposta relativa al Registro Comunale dei Dimoranti di Maida
La risposta della Farnesina, arrivata per posta elettronica certificata il 2 novembre 2026.

La risposta della Farnesina

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

DGIT · Direzione generale per i servizi ai cittadini all’estero e le politiche migratorie

Ufficio VI · Turismo delle Radici e Immigrazione di ritorno

2 novembre 2026, ore 12:39 · posta elettronica certificata

L’Ufficio Turismo delle Radici riconosce che questa iniziativa sia molto interessante. Ministero degli Affari Esteri, 2 novembre 2026

La precisione, prima di tutto

Che cosa dice e che cosa non dice

Che cosa dice

Che l’ufficio del Ministero degli Affari Esteri competente per il turismo delle radici ha esaminato la proposta, la giudica molto interessante e indica l’ente a cui rivolgersi per il programma di cui si discuteva. È un riconoscimento e un indirizzo, arrivati per iscritto da un ministero.

Che cosa non dice

Non è un’adozione, non è un finanziamento e non è un provvedimento. Nessun ministero ha istituito nulla: il Registro resta un atto del Comune di Maida, e la richiesta di estenderlo è all’esame del Parlamento. Qui non si celebra una vittoria: si tiene il conto di una pratica.

Il senso

Perché teniamo il conto

Perché di questa storia si può dire tutto, tranne che sia inventata. Ogni riga di questa pagina ha dietro un documento che chiunque può chiedere, leggere e verificare. Un paese di tremila abitanti non ha altra forza che questa: fare le cose per bene, una carta alla volta, e lasciare che siano i protocolli a parlare al posto degli aggettivi.

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Gli atti citati in questa pagina sono disponibili su richiesta. Per la stampa e per i Comuni interessati ad adottare il Regolamento, il materiale viene inviato integralmente e senza alcun costo.

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