Accezione antica · dal Trecento alla fine dell’Ottocento
Il dimorare, il trattenersi in un luogo; dimora, indugio.
Attestata nella letteratura italiana dal Trecento, con esempi in Boccaccio, Giovanni Villani, Sacchetti e Tasso. È a lemma nel Vocabolario degli Accademici della Crusca fin dalla prima impressione, Venezia 1612, e nella lessicografia storica successiva. Nel corso del Novecento la voce esce dall’uso.